Viareggio, Italia. Un’ordinaria uscita in mare per l’equipaggio del peschereccio «Stella Marina» si è trasformata in un’avventura da romanzo giallo. Mentre pescavano al largo della costa della Liguria, i pescatori hanno tirato su dalle reti, al posto del consueto pescato di triglie e orate, un antico contenitore di quercia ricoperto di conchiglie secolari e fango.
Il misterioso oggetto, del peso di circa 40 chilogrammi, si era impigliato accidentalmente nelle reti a 70 metri di profondità. Il capitano della nave, Marco Ferretti, aveva inizialmente pensato a un relitto di una vecchia barca, ma guardando meglio notò intagli fatti a mano e resti di rinforzi in metallo.
Quando il contenitore è stato aperto nel porto di Viareggio, i presenti sono rimasti senza fiato. All’interno, miracolosamente preservati grazie a un rivestimento impermeabile in piombo, c’erano:
-
Vecchie carte su pergamena e spessa carta di cotone, sigillate con ceralacca (presumibilmente della fine del Settecento);
-
Tre dipinti in miniatura con cornici in legno, raffiguranti un paesaggio marino e dame con parrucche impolverate;
-
Gioielli: un anello d’oro con uno stemma nobiliare e diversi paia di orecchini in granato, quasi intatti dalla corrosione.
Secondo l’ipotesi preliminare degli storici, il contenitore potrebbe far parte del bagaglio di nobili fuggiti dal paese durante l’invasione napoleonica oppure un bottino perduto in un naufragio lungo le rotte commerciali tra Genova e la Francia. Il museo civico ha già offerto ai pescatori una somma per il ritrovamento, ma loro sono ancora indecisi: «Venderemmo solo i quadri. Le carte e l’anello vanno fatti studiare agli storici: fanno parte della nostra storia».
Nel frattempo, i reperti sono stati inviati all’Università di Pisa per le analisi. Una cosa è certa: il mare custodisce i suoi segreti molto meglio di qualsiasi cassaforte.